It had been weeks since we just had a bit of normalcy and relaxed with friends. Lately, we have been cranking up the mileage on the new car to attend fun food and wine events. However, Claudio and I were both in the mood to just hang out and enjoy the beautiful weather and gladly accepted the invite to a Catalan dinner on Friday night. Our friend Manu (an aspiring personal chef) is a spark plug, bursting with energy and zeal for life which shows in her food preparation and parties. I was especially eager to eat ethnic food and even more so after a week of detox, I was salivating at the thought! This dinner was not only special for the food, but for the ambience that was created by Manu. Laid back people, live acoustic guitar music, and Spanish poetry readings created a cool vibe which lingered on till 4 a.m. Thank god we had a place to crash!
Rosè: The beverage of choice for the evening!
I must have had at least 20 of these chocolate covered strawberries!YUMMM
Make sure to check out her cooking blog: The Manu Che Cucina

Now I will leave you with my favorite poem from the evening…read with intensity, left in Italian for its romanticism:

 

Eterna Presenza di Pedro Salinas
Non importa che non ti abbia,
non importa che non ti veda.
Prima ti abbracciavo,
prima ti guardavo,
ti cercavo tutta,
ti desideravo intera.
Oggi non chiedo più
nè alle mani, nè agli occhi,
le ultime prove.
Di starmi accanto
ti chiedevo prima,
sì, vicino a me, sì,
sì, però lì fuori.
E mi accontentavo
di sentire che le tue mani,
che ai miei occhi
assicuravano presenza.
Quello che ti chiedo adesso
è di più, molto di più,
che bacio o sguardo :
è che tu stia più vicina
a me, dentro.
Come il vento è invisibile, pur dando
la sua vita alla candela.
Come luce è 
quieta, fissa, immobile,
fungendo da centro
che non vacilla mai
al tremulo corpo
di fiamma che trema.
Come è la stella,
presente e sicura,
senza voce e senza tatto,
nel cuore aperto,
sereno, del lago.
Quello che ti chiedo
è solo che tu sia
anima della mia anima,
sangue del mio sangue
dentro le vene.
Che tu stia in me
come il cuore
mio che mai
vedrò, toccherò
e i cui battiti
non si stancano mai
di darmi la mia vita 
fino a quando morirò.
Come lo scheletro,
il segreto profondo
del mio essere, che solo
mi vedrà la terra,
però che in vita
è quello che si incarica
di sostenere il mio peso,
di carne e di sogno,
di gioia e di dolore
misteriosamente
senza che ci siano occhi
che mai lo vedano.
Quello che ti chiedo
è che la corporea
passeggera assenza,
non sia per noi dimenticanza,
né fuga, né mancanza :
ma che sia per me
possessione totale
dell’anima lontana,
eterna presenza.